Per District en Rose, più che di nascita si parla di evoluzione. L’evoluzione di un sogno. Fondato ufficialmente a fine maggio 2018, il team di progettiste raccoglie esperienza, passione e lavoro nel campo dell’interior design, unito a competenze trasversali quali la grafica, la fotografia, l’arte e la comunicazione.

Ma come accade nelle storie più belle, tutto ha avuto inizio molto tempo prima: dal sogno di una bambina. La sua fondatrice, Sabrina Lanza.

Gli anni di incubazione

L’idea di District en Rose, infatti, deriva da un’incubazione lenta e appassionata delle esperienze e dei progetti di Sabrina Lanza. Ma soprattutto dal suo innamoramento per l’interior design, sbocciato sin da piccola quando si mise a copiare in assonometria il primo progetto della sua vita: la ristrutturazione della casa di famiglia. Quel primo disegno gettò le basi per un futuro fatto di sogni, ambizioni, armonie, case e arredi.

Da quel primo approccio al mondo dell’architettura sono trascorsi anni intensi di studio e di lavoro, in proprio e in società. Con sacrifici e dedizione, ma in modo del tutto naturale, è sempre più cresciuta l’idea di fondare un “Distretto in Rosa” e di fondare un team che fosse femminile ed eterogeneo.

Gli esordi come progettista per Flos Spa

Dopo gli studi presso l’Accademia delle Arti Applicate di Milano, Sabrina trova il primo importante impiego come progettista illuminotecnica negli uffici di c.so Monforte di Flos Spa, azienda di spicco nel settore dell’illuminazione d’arredo di qualità. Collabora in particolare con Light Contract, una spin-off di Flos creata per la produzione di prodotti professional e impianti custom per ampi spazi commerciali. 

L’incontro con i grandi del design

In Flos Sabrina trascorre quattro anni di esperienze estremamente formative, impara a conoscere e dosare le fonti luminose all’interno di progetti sfidanti. E’ un ambiente dove ha l’opportunità di incontrare architetti e grandi designer quali Achille Castiglioni, Philippe Stark, Piero Lissoni, Marcel Wanders.

La collaborazione con Flos, come vedremo in seguito, ha segnato alcuni passaggi fondamentali nella vita di Sabrina e non terminerà mai. Tutt’ora, infatti, ogni progetto è buono per inserire una lampada di design: che sia Parentesi, Toio, Taccia o Arco, vale la pena avere in casa uno dei pezzi presenti anche al MO.MA di new York. 

L’apertura di Nonsoloarchitettura, primo studio “in rosa”

Da sempre le esperienze di Sabrina hanno avuto una connotazione “in rosa”. Infatti, nel 2005 Sabrina Lanza apre nella via maestra di Alba, in Piemonte, il suo primo studio di progettazione: “Nonsoloarchitettura”, in collaborazione con Silvia Pavanello, i cui interni e il logo sono rosa e le fondatrici sono due donne.

Sabrina e Silvia collaborano attivamente su progetti di interni per privati, realtà commerciali, uffici e banche. Aprono nel 2007 una divisione contract in collaborazione con aziende leder nel settore, per offrire un servizio specializzato e chiavi in mano ai clienti.

Rientrata a Milano dopo quasi quattro anni, il destino vuole che durante un viaggio organizzato dalla Flos Spa a Valencia in Spagna, Sabrina Lanza incontri Barbara Falanga. Fra le due interior designer inizia subito una bella collaborazione nel prestigioso studio Archetipo di Milano.

La collaborazione con Barbara Falanga

Nello studio di Barbara si respira sensibilità ed eclettismo, un design sofisticato e raffinato, elementi che derivano da un’esperienza cosmopolita degli anni trascorsi fra New York, Parigi e Milano. Seguono tre anni di realizzazioni di importanti progetti luxury in Italia e all’estero, sviluppati per noti imprenditori e vip, a stretto contatto con artigiani, artisti, galleristi e maestranze. Anni in cui Sabrina viaggia molto fra Stati Uniti, Centro America ed Europa, facendo tesoro di tutto ciò che vede e sperimenta.

Alcuni dei progetti realizzati con Barbara Falanga:

Terminata la collaborazione con Barbara, quando si dice “i casi della vita”, mentre Sabrina lavora su svariati progetti viene contattata da uno studio milanese per seguire, nuovamente ad Alba, un importante progetto di ristrutturazione per un noto tennista degli anni ’80. Ed è qui che Sabrina Lanza incontra Federica Sala, con la quale entro un anno fonda InteriorBe.

La start-up al femminile si fa da subito notare ottenendo articoli ed interviste da parte di riviste e tv:

Da San Francisco a H-Farm

Nel gennaio del 2016 Sabrina e Federica vincono il concorso Una Nastro Azzurro Con e volano a San Francisco, in California, per seguire un corso di start up nella prestigiosa Mind the Bridge School. In questi mesi oltre oceano, approfondiscono lo sviluppo di InteriorBe, un portale per la progettazione di interni attraverso il quale i clienti incontrano le progettiste iscritte alla piattaforma per ottenere online un progetto di interni per i propri spazi.

Con oltre 100 architetti iscritti e a disposizione dell’utente, il progetto era fino ad allora stato pensato per essere tutto al femminile e, in particolare, un punto di riferimento per tante professioniste in maternità che potevano lavorare comodamente da casa.

InteriorBe unisce il mondo dell’interior design con quello della comunicazione digitale, un passo innovativo che vede Sabrina Lanza e Federica Sala impegnate nella crescita della start-up per molti e molti mesi successivi.

Nel maggio 2016 la piattaforma viene notata da H-Farm al Pioneers Festival di Vienna e selezionata per il programma di accelerazione “Fashion&Retail 2016”: su 300 startup innovative early stage candidate alla selezione, InteriorBe viene selezionata fra le 5 scelte per il percorso di crescita, mentorship e advisory della durata di 4 mesi.

E’ proprio al termine di questo percorso che ad ottobre, durante la presentazione in Demo Night, la start-up trova il suo primo finanziamento, aprendosi ad un ulteriore percorso di crescita e all’ingresso di nuovi soci.

A maggio 2018, però, Sabrina Lanza decide di uscire dalla società e da ciò che era diventata InteriorBe per tornare a sviluppare la sua idea di progetto “in rosa” raccogliendo nuove sfide e mettendo a frutto tutta la sua esperienza e il suo prezioso bagaglio personale: è così che evolve e crea District en Rose.

Il Futuro di un Team al Femminile

Ecco finalmente District en Rose, un progetto in rosa che raccoglie un’esperienza che spazia realmente a 360°: dal luxury interior design, all’arte, alla fotografia, alla grafica, alla comunicazione, il tutto unito ad un approccio al digitale dove tutto è smart e scorre più velocemente.

District en Rose è un team eterogeneo e specializzato di professioniste qualificate e maestranze pronte ad offrire soluzioni competitive e innovative, muovendosi nel mondo dell’online per offrire un servizio sempre al passo coi tempi. Qualità ad un prezzo competitivo unito ad una grande capacità di problem solving.

Progetti di casa chiavi in mano

Forte dell’esperienza e dell’esempio americano, il team realizza progetti di casa chiavi in mano, consulenze personalizzate e interventi mirati, ritagliati sulle esigenze e sul budget dei clienti. Quello che District è in grado di fare è trasformare le ispirazioni in realtà, ancora meglio di come il cliente le abbia immaginate. Ciò grazie alla commistione di competenze che si incontrano: non solo nella multi-professionalità del team, ma anche negli stili e nei diversi progetti.

Questi sono solo alcuni dei progetti realizzati con grande passione:

Il logo dell’attività è un esempio cardine delle attitudini del team. Forte e visivo, si ispira in parte all’Art Deco sviluppata a Miami Beach in Florida, a quel “Distretto architettonico” in cui sono raggruppati edifici dalle forme geometriche rigorose, ingentiliti dalle tonalità pastello e dalle scritte che richiamano l’illuminazione al neon tipica dell’epoca. Si ispira dunque all’Art Deco che combina l’estetica moderna, l’artigianato raffinato e materiali costosi, diventando il simbolo del lusso e della modernità.

Il significato del logo e la collaborazione con le scuole

E’ stato creato in collaborazione con gli studenti dell’alternanza scuola lavoro, alimentando una esperienza formativa che unisce il sapere e il saper fare e orienta le aspirazioni dei giovani. In particolare grazie alla collaborazione con Isola di Comunicazione, che ci ha dato la possibilità di conoscere Matteo Morando, studente dell’istituto superiore di grafica Carlo Emilio Gadda. 

Stato molto felice di contribuire alla nascita di un progetto molto ambizioso come quello di “District en Rose”.
Ho ascoltato la storia di Sabrina e compreso le sue esigenze. Dopo una prima fase di ideazione ho avuto il primo incontro vero e proprio con Sabrina, in cui ci siamo confrontati e abbiamo collaborato per arrivare al logo ufficiale di “District en Rose”.
È molto soddisfacente vedere il proprio logo rappresentare un’azienda destinata a crescere sempre più.

Matteo Morando

Il logo District en Rose vuole trasmettere l’ordine e la precisione nel lavoro e allo stesso tempo la grazia e la gentilezza dettate dall’amore per il design.

District en Rose vive di multidisciplinarietà, di scambi, di collaborazioni, di aggiornamento continuo. Ma soprattutto di dettagli e passione. La cura estrema di ogni aspetto dell’arredo e della gestione dello spazio, traspare in ogni progetto, con prezzi però accessibili e personalizzati in base al budget del cliente: la collaborazione con preziose fonti commerciali permette, infatti, agli architetti di District en Rose di ottenere sconti speciali da riservare al cliente.

Scegliere District en Rose è, per questi motivi, una scelta innovativa di ascolto, empatia e futuro.